Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Edward Norton’

Film: “Fight Club” di David Fincher, tratto dal libro omonimo di Chuck Palahniuk.

Personaggio: Rupert, agente assicurativo (ingranaggio della macchina corporativa).

Interprete: Edward Norton.

Scena: Scena introduttiva, Rupert parla di sé.

Leggi prima “Rupert – Atto I“.

Quanto fa A x B x C?

A-

A casa accendo la lampada a filo rislampa e sfoglio il catalogo IKEA, sul mio divano Ohmashab a strisce verdi della Strinne. Ho tutto, tranne quel tavolinetto a forma di Yin – Yang: lo devo avere! In ufficio – ogni giorno di più – imparo a obbedire senza domande alla cravatta blu fiordaliso del manager-capo e a deprioritare i miei rapporti di conseguenza. Prendo i biglietti aerei che mi catapulteranno in un buco di culo degli Stati Uniti D’America, e la mia anima non fa una piega. Torno a casa e riempio la valigia degli ultimi acquisti Calvin Klein ed Emporio Armani.

B-

Ogni viaggio è una vita minuscola: porzione singola di zucchero, latte, burro, fino al kit per hobby cordon bleau a micro-onde, senza dimenticare i campioncini di collutorio e le persone che incontro: amici porzione singola, con cui passare lo spreco di tempo che ci spetta. Alla minima inclinazione brusca, tutto lascia il posto alla speranza di uno schianto catastrofico.

C-

Mi sveglio all’aeroporto e – mentre la mia vita finisce un minuto alla volta – penso per un istante di quei minuti “se mi svegliassi a un’ora diversa, in un posto diverso.. sarei una persona diversa?”. Apro la rimessa ed entro nel mio lavoro con un pensiero da aforisma “in un’arco di tempo abbastanza lungo, l’indice di sopravvivenza scende a zero”. Guardo la carcassa di macchina fumante di vite bruciate, e svolgo il mio compito di agente assicurativo:

applico la formula: A x B x C = ?

Ho costruito il mio mondo con i mattoni del materialismo e con la calce della sicurezza. Sono uno schiavo, so di esserlo: so che non sono adatto a questa vita. Trovo soddisfazione a essere acuto nel decifrare la realtà e soffro. Questa è la mia morale.

Incontro l’amico-porzione-singola più interessante: Tyler Durden «sai perché mettono le maschere di ossigeno sull’aereo? L’ossigeno ti fa sballare: in un’emergenza catastrofica uno fa grandi respiri di paura. A un tratto diventi euforico, docile, accetti il tuo destino! L’illusione di sicurezza non è solo a 30.000 piedi di altezza: tutti respiriamo paura da quando siamo nati e finiamo per accettare un destino che non avremmo mai voluto».

La mia casa – specchio della mia personalità, piena di condimenti e priva di cibo – esplode. Sulla strada – di fianco al tavolinetto a forma di Yin-Yang esploso – trovo il numero di Marla. La chiamo «che fai non respiri?» dice lei, come se avessi veramente gettato via la maschera ad ossigeno. Non era il numero giusto…

Chiamo Tyler Durden: era il numero giusto.

Leggi anche “Tyler

Read Full Post »

Film: “Fight Club” di David Fincher, tratto dal libro omonimo di Chuck Palahniuk.

Personaggio: Rupert, agente assicurativo (ingranaggio della macchina corporativa).

Interprete: Edward Norton.

Scena: scena introduttiva, Rupert parla di sè.

Il vero problema di un uomo senza sonno.

Rupert? Cornelius? Travis? Edward? Chi sono? Sono il narratore, il giunco pensante che stormisce al vento arido della routine quotidiana.

Ho chiuso in un cassetto il sentiero di briciole che portava ai miei sogni e ormai mi sono rassegnato in questa terra desolata oltre il punto di non ritorno. Senza i miei sogni non riesco più a dormire, sento solo il mormorio del mio pensiero che gira come un disco senza musica, e la notte e il giorno hanno lo stesso rumore. Tutto intorno diminuisce di volume, come se fossi foderato di cotone.

Da quanto sono qui? Sei mesi. Sei mesi in questo deserto freddo senza luce naturale. Con l’insonnia non sei mai realmente sveglio e mai realmente addormentato. Nulla è reale e tutto appare lontano: una copia… di una copia… di una copia. Non si muore d’insonnia – mi dice il dottore – eppure è come se ci provassi, come se sperassi di risvegliarmi morto o addormentato.

Un consiglio del dottore mi porta alla chiesa metodista: lì – nel gruppo di sostegno per malati di cancro ai testicoli – conosco Bob, un ex-campione di culturismo divorziato e ripudiato dai figli. Parla con la sincerità di uno che ha perso tutto e la mia coscienza è a brandelli. Mi invita a sfogare le mie emozioni e succede qualcosa, finalmente si sciolgono quelle lacrime che avevo congelato da qualche parte e mi lascio andare.

Dimentico il mio corpo addosso a Bob, e mi concedo di smarrirmi, di spegnere la luce. Ora il silenzio ha smorzato quel rumore che irriga la mia esistenza e mi sento completo. Perdo ogni speranza e trovo la libertà e la mia valeriana: neanche i bambini dormono come sto dormendo adesso. Stare lì pronto a piangere, la mia vacanza. Ogni sera muoio e rinasco, come una farfalla che ridiventa crisalide in un loop che non ha il tempo di avere senso. Almeno mi reggo in piedi, e posso trainare il peso della mia esistenza come tutti i sisifo del mondo.

Finché un giorno – tra le ceneri ancora calde di una mia resurrezione – compare in giudizio Marla Singer, “la gran falsona”, a rispecchiare la mia bugia. La voce del chakra mi dice di respirare, di entrare nella mia caverna a cercare l’animale guida, ma il mio silenzio è intossicato dalle volute di fumo che strisciano dalla bocca di Marla Singer.

La odio e la vorrei smascherare davanti a tutti.. eppure sento che sto sbagliando, che ho fatto un errore a monte, che sto solo fuggendo e il vero problema continua a vibrare.

Leggi “Rupert – Atto II

Read Full Post »